Come Essere Felici anche nei Momenti Difficili – Capitolo 3

Capitolo 2  La Gratitudine

 

2.1 Essere grati è il presupposto per una vita migliore?

Grazie è probabilmente una delle parole usate più di frequente in tutte le lingue del mondo eppure raramente ci soffermiamo a pensare al suo significato intrinseco e al perché sia usata così di frequente. È così tanto udita da tutti noi ogni giorno da essersi svuotata di significato e pregnanza. A volte finiamo per ripeterla come una formula vuota, per cortesia e convenzione sociale. In realtà si tratta di uno dei termini più importanti e fondanti del nostro vivere insieme. Siamo tutti uniti da legami basati sull’amore e sulla gratitudine per ciò che per noi hanno fatto i nostri genitori ma anche amici, parenti conoscenti e persino sconosciuti. Riflettiamo di rado sul fatto che ognuno di noi è in vita grazie alle milioni se non miliardi di altre vite che sono più o meno vicine alla nostra ma che contribuiscono tutte alla nostra esistenza e al nostro sostentamento. Sebbene siamo individui indipendenti e unici, non esisteremmo senza gli altri e questo pensiero meriterebbe di certo un peso più grande di quanto non ne abbia in generale per noi. La gratitudine dovrebbe essere la nostra condizione naturale e invece nella maggior parte dei casi dimentichiamo di manifestare questo sentimento o anche solo di coltivarlo. Ci concentriamo su ciò che non abbiamo, su ciò che ci viene negato, sulla malvagità degli altri o del mondo e osserviamo la vita come se fossimo animali perennemente affamati. Questo atteggiamento ci blocca e frena un qualunque tipo di crescita personale a cui potremmo voler aspirare. Infatti, non capendo quanto dovremmo essere riconoscenti a prescindere dalle circostanze del momento, disconosciamo l’importanza di tutte quelle situazioni favorevoli che ci hanno dato la possibilità di nascere, crescere, studiare, lavorare etc. Addirittura alcuni credono di essere sfortunati perché molte cose gli/le vanno storte quando in realtà per tutti noi se siamo qui, viviamo e respiriamo le circostanze favorevoli sono state di gran lunga la maggioranza. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il senso di gratitudine, così come la felicità, non dipendono dal benessere materiale anzi, si rivela spesso proprio il contrario. Il fatto di possedere questo o quello stranamente non ci rende più consapevoli di quanto dovremmo essere riconoscenti per ciò che siamo riusciti ad ottenere. Spesso desideriamo una cosa dopo l’altra e molti di noi non si rendono neanche conto di quanto questo modo di vedere ci danneggi e offuschi la realtà effettiva delle cose. Ristabilire l’importanza e il senso della gratitudine costituisce quindi un passo importante per migliorare la qualità della nostra vita. Nel corso di questo capitolo cercheremo di esercitarci a sviluppare questo sentimento e ad ampliarlo in modo da farne la base del nostro modo di vivere le nostre giornate. Se riusciremo ad arrivare ad una condizione in cui provare gratitudine a prescindere da tutto, allora saremo riusciti in qualcosa che migliorerà di molto le nostre esistenze. Chiaramente non c’è un punto di arrivo fisso e immutabile. Per quanto lontano riusciremo ad arrivare in questo percorso, non sarà mai come arrivare in vetta dopo una lunga scalata e fermarsi lì quanto si vuole per godersi il panorama. Dal momento che l’esistenza è dinamica, infatti, dovremmo entrare nell’ottica che migliorare, progredire e perfezionare sono tutte decisioni da prendere ogni giorno momento dopo momento. Questo discorso vale per tutti i percorsi di crescita autentica e dunque la nostra capacità di essere riconoscenti non fa eccezione a questa regola. Ci saranno giorni in cui sarà molto semplice applicare gli esercizi e invece giornate grigie nelle quali ci sembrerà uno sforzo sovrumano. In ogni caso, ciò che è bene tener presente lungo il percorso è che il fatto stesso di voler tendere al miglioramento è degno di lode e quindi un tentativo infruttuoso varrà comunque di più che non  aver tentato. Quindi mettete da parte frustrazione e senso di colpa, se state leggendo questo manuale siete già animati da quel sano spirito di ricerca che costituisce l’essenza stessa della specie umana. Perché la gratitudine dovrebbe migliorare le nostre vite? Perché, ci consente di soffermarci sull’infinito amore che anima l’universo e così facendo smetteremo di essere ossessionati da ciò che non va o non va come vorremmo. Inoltre, imparando a dire grazie in modo più sincero e sentito, svilupperemo una maggiore gentilezza, umanità e capacità di “ripagare” coloro che  ci hanno consentito di essere qui oggi. Nel momento stesso in cui decidiamo di cambiare in questo senso anche le circostanze cominciano a muoversi nella direzione che desideriamo per il semplice fatto che stiamo agendo in accordo con il funzionamento delle cose e non  a controcorrente. Potrebbe sembrarvi assurdo da credere ma vi renderete conto che il desiderio di modificare il vostro punto di vista e i passi avanti che compirete in questo senso  modificheranno anche le circostanze che vi troverete a vivere che diverranno più apertamente favorevoli. Inoltre si acquisisce una maggiore leggerezza e gioia quando ci si rende conto dei complessi e meravigliosi legami che ci legano tutti e si desidera rispettarli.

  • Essere grati a priori ci spinge ad essere più positivi e ci consente di influenzare il nostro ambiente che “risponderà” con circostanze più favorevoli.

 

2.2 I genitori: un’ottima occasione di esercitarsi a dire Grazie                               

Il primo esercizio che vi propongo potrà risultare facile per alcuni ma penso che per la maggior parte di noi sia meno scontato di quanto appaia. Sebbene a prima vista possa apparire superfluo affermarlo, se esistiamo lo dobbiamo a quelle due persone che, più o meno consapevolmente, ci hanno dato l’occasione di essere qui e questo è vero al di là di ogni altra considerazione che possiamo fare sui loro meriti e demeriti. Ciascuno di noi avrà dei ricordi più o meno felici della propria vita di famiglia e alcuni di noi non hanno avuto la fortuna di avere una vera e propria famiglia. Tuttavia, comunque, se esistiamo lo dobbiamo ai nostri genitori biologici. Se anche non fossimo cresciuti con loro, comunque dobbiamo a loro la nostra presenza su questa terra e, oltre che a loro, dovremmo essere riconoscenti anche a coloro che ci hanno cresciuti e che hanno provveduto al nostro sostentamento. Alcuni di noi hanno probabilmente un vissuto doloroso relativo a loro e questo rappresenta certamente un ostacolo. Come affermato prima in relazione alla compassione, in ogni caso, possiamo affrontare la cosa un passo alla volta e se notiamo di essere fermi a causa di traumi del nostro passato, potremmo decidere di farci aiutare da qualcuno per superarli. In ogni caso, che lo si voglia o no,  noi tutti in un momento o in un altro ci troveremo ad affrontare alcuni ostacoli legati a questa relazione che potrebbe essere definita come la madre di tutti i legami che intratteniamo con gli altri. Senza voler fare della psicologia spicciola, il modo in cui viviamo le nostre amicizie e tutte le altre relazioni deriva da quel nucleo fondamentale. Non si può prescindere quindi, qualora si voglia migliorare la qualità della nostra esistenza, dal bisogno di risolvere qualunque tipo di difficoltà legata a nostro padre e nostra madre e/o a coloro che si sono presi cura di noi. Dunque, se vi rendeste conto di averne bisogno, oltre a cercare di mettere in pratica questi esercizi, non esitate a farvi dare una mano perché già il desiderio di oltrepassare l’ostacolo costituisce la causa fondamentale per riuscire in questa impresa. Se cercassimo sviluppare gratitudine prescindendo da questa questione fondamentale, non riusciremmo ad essere autenticamente e profondamente riconoscenti verso le persone che ci circondano.

  • Ringraziare i nostri genitori, o coloro che si sono presi cura di noi, è un ottimo modo di allenarsi alla gratitudine verso gli altri.

 

 

Ringraziamo davanti allo specchio sorridendo

Al mattino decidiamo di cominciare la giornata non solo con un sorriso, ma anche con un Grazie meglio se detto ad alta voce e davanti allo specchio. Grazie per cosa? Per il fatto di esserci intanto, e poi per la le cose belle che ci accadranno e anche per le brutte perché le potremo usare, se lo vorremo, come occasioni di crescita e miglioramento. In ogni caso, reagire negativamente ad una cattiva notizia, sebbene sia comprensibile, non ci consentirà di certo di risolvere il problema. Anzi, e questa è un’esperienza abbastanza comune, quanto più reagiamo male a ciò che ci accade, tanto peggio andranno le cose da nel resto della giornata. Il pessimismo chiama pessimismo e difficilmente si potrà risolvere alcunché se ci si sente prostrati e infelici. Al contrario, riuscire a dire Grazie a priori e fin dal mattino innescherà una catena positiva che potremo alimentare ogni qual volta sentiremo di averne bisogno semplicemente ripetendo mentalmente, o ad alta voce se le condizioni lo permettono, la parola Grazie. Ripeterlo davanti ad uno specchio potrà farci sentire inizialmente un po’ ridicoli ma ci consente al tempo stesso di rivolgere questa riconoscenza anche a noi stessi e alla nostra voglia di migliorarci con gioia perché questo non è assolutamente scontato e dovremmo diventare capaci di lodarci per il desiderio che ci anima e anche, molto semplicemente, per quello che siamo; pregi e difetti. Oltre che al mattino, sarebbe consigliabile fare questo anche la sera, perché in questo modo ci predisponiamo ad una buona notte di sogni positivi e felici. Ognuno di noi potrà dedicare più o meno tempo, ciò che conta è ad ogni modo di farlo con costanza per sperimentare come questo migliori le nostre giornate. Ricordiamoci anche di sorridere mentre ringraziamo perché questo amplificherà l’efficacia di quanto stiamo facendo. Anche se la nostra mente potrebbe giudicarci e farci sentire ridicoli, se saremo in grado di far fronte alle obiezioni della nostra razionalità, scopriremo poco a poco un universo di possibilità che erano lì da sempre ma che noi non riuscivamo semplicemente a vedere. Proveremo la stessa sensazione di chi cerca gli occhiali e scopre dopo lunghe e faticose ricerche di averli sulla testa. Se ci poniamo nell’ordine di idee di avere in noi stessi tutto ciò di cui abbiamo bisogno, usciremo dalla logica di aver bisogno che qualcosa di positivo ci accada per provare gioia. Diventeremo, in tal modo, gli artefici della nostra gioia e smetteremo di essere soggetti che attendono passivamente l’arrivo di una buona notizia, di una promozione o di un altro evento positivo per essere felici. Pensare di dipendere dalle circostanze esterne per star bene, ci rende schiavi e ci frena. Inoltre, la felicità che possiamo provare per una bella notizia, per quanto fenomenale essa sia, è passeggera ed effimera. Se ci basiamo su questo tipo di gioia, di conseguenza, saremo in balia del vento e delle intemperie e in questa condizione vivere una vita più piena diventa davvero molto difficile.

  • Dire grazie ci dà la possibilità di sviluppare una felicità che sia indipendente dalle circostanze esterne.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esercitiamoci a mostrare la nostra gratitudine

 

Una volta cominciato a stabilire un costante flusso di gratitudine slegata dagli eventi, possiamo, come abbiamo fatto con la compassione, dimostrare alle persone che ci circondano la gratitudine che abbiamo nei loro confronti. Cominciamo dai nostri amici ed estendiamo l’esercizio ai conoscenti e agli sconosciuti. Ricordiamo di non pensare troppo in grande e di considerare il nostro punto di partenza. Se infatti crediamo che per mostrare riconoscenza bisogna fare gesti eclatanti questo ci frustrerà e probabilmente rinunceremo. Invece, dire grazie in modo sincero e sentito, percependo l’ampiezza di questa parola, dovrebbe essere il nostro primo scopo. Quando sentiamo di riuscire piuttosto bene in questo compito procediamo decidendo di parlare con tutte le persone con le quali abbiamo un legame esprimendo loro la nostra riconoscenza. Sicuramente scopriremo che il nostro desiderio si rafforzerà sempre di più finché questa diventerà la nostra tendenza predominante. In quel momento, riusciremo anche a percepire che persino coloro che ci ostacolano possono essere uno stimolo e quindi aiutarci indirettamente. Ci verrà quindi spontaneo ringraziarle anche se in questo caso probabilmente non lo faremo direttamente ma solo interiormente. Probabilmente noteremo persino che il nostro mutato atteggiamento spingerà i nostri “nemici” a cambiare atteggiamento nei nostri confronti. Potrebbe apparirci incredibile, ma di sicuro sperimenteremo che i legami che ci uniscono sono anche di natura invisibile e questo alimenterà la nostra gioia. In questo modo stiamo alimentando un circolo positivo di pensieri, parole e azioni che sicuramente ci porterà benefici sia interiori che materiali. Ecco per quale ragione sviluppare gratitudine giova prima di tutto a noi. Siamo abituati a credere che l’egoismo sia intrinsecamente negativo e lo opponiamo al suo contrario, l’altruismo. Questa visione delle cose tuttavia è erronea perché, come stiamo scoprendo in questo manuale, ciò che giova autenticamente a noi fa bene anche agli altri. Certamente perseguire solo ed esclusivamente il proprio interesse personale non può portarci che alla sofferenza, tuttavia desiderare di essere felici e di farlo insieme agli altri senza escluderli, è la fonte di ogni tipo di miglioramento. Nel corso dei vari capitoli ci renderemo conto sempre di più che separare nettamente il giusto dallo sbagliato, il bene dal male è una semplificazione che può recare danni perché non è perfettamente aderente alla natura delle cose. Rendendo alla vita la sua complessità, invece, riusciamo ad agire in modo migliore. Nel prossimo capitolo parleremo della sostanziale uguaglianza fra gli esseri umani e gli esseri viventi in generale e accenneremo alla teoria buddista delle tremila possibilità contenute in un singolo istante di vita. Vedremo poi come queste due idee possano aiutarci a diventare più consapevoli e ci eserciteremo a mettere in pratica questi concetti. Il Buddismo è una religione millenaria molto vasta della quale noi prenderemo in considerazione alcuni solo aspetti fondamentali. Al di là delle nostre credenze e convinzioni attuali, possiamo prendere in considerazione ciò che afferma il buddismo come un tipo di visione da sperimentare e cercare di mettere in pratica. Pur senza aderire alla religione in sé stessa possiamo scegliere di valutare la veridicità dei suoi principi per noi.

  • Nel momento in cui impariamo a ringraziare gli altri scopriamo che questo alimenta la nostra gioia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riepilogo del secondo capitolo per punti:

 

  • Essere grati a priori ci spinge ad essere più positivi e ci consente di influenzare il nostro ambiente che “risponderà” con circostanze più favorevoli.

 

  • Ringraziare i nostri genitori, o coloro che si sono presi cura di noi, è un ottimo modo di allenarsi alla gratitudine verso gli altri.

 

 

  • Dire grazie ci dà la possibilità di sviluppare una felicità che sia indipendente dalle circostanze esterne.

 

  • Nel momento in cui impariamo a ringraziare gli altri scopriamo che questo alimenta la nostra gioia.
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